Ecologia dello Squalo volpe
OBBLIGO BREVETTO OPEN WATER DIVER
Questa spedizione è dedicata allo studio dell’Ecologia dello Squalo volpe pelagico Alopias pelagicus. L’isola di Malapascua, nelle Filippine, rappresenta uno degli hot spots dove tutto l’anno (e in particolare nel mese di maggio dove la visibilità subacquea è la migliore) è possibile osservare una abbondante concentrazione di esemplari di squalo volpe pelagico a pochi metri di profondità. Questo nuovo progetto, attivato nel 2026, prevede la raccolta dati e la messa a punto di un protocollo di identificazione degli squali volpe mediante segni distintivi, la misurazione in taglia degli esemplari mediante laser-fotogrammetria per designarne lo stadio di maturità, l’identificazione del sesso e dei comportamenti esibiti. La maggior parte degli studi su questa specie sono stati fatti nell’Oceano Pacifico a Taiwan e anche a Malapascua, in Mar Rosso, nel Mare delle Andamane e in alcune aree dell’Oceano Indiano. Oltre agli squali volpe, sarà possibile osservare in altri siti anche lo squalo tigre, lo squalo pinna bianca del reef e lo squalo pinna nera del reef. La spedizione è aperta a tutti, subacquei appassionati di squali e studenti universitari.
PROSSIME SPEDIZIONI IN PROGRESS:
Reinviare la Scheda Adesione compilata a: spedizioni@centrostudisquali.org
MAGGIO 2027
Approfondimento
Lo squalo volpe pelagico (Alopias pelagicus) è una delle tre specie di squalo volpe ad oggi note ed è la più piccola in dimensioni tra queste. Lo squalo volpe è caratterizzato da una pinna caudale che presenta un lobo superiore estremamente lungo, a volte anche quanto l’intero corpo dell’animale, che lo squalo utilizza come frusta per stordire le prede di cui si nutre, ingerendole successivamente con la sua minuta bocca (Oliver et al., 2013). Popp et al. (2020) hanno inoltre analizzato le caratteristiche dei denticoli dermici della pinna caudale di questi animali e la cinematica dei colpi inferti. Nonostante sia una specie fortemente pelagica, è spesso facile osservare lo squalo volpe pelagico a basse profondità nelle cosiddette aree di cleaning stations, ovvero in aree di pulizia dove questi squali si fanno rimuovere i parassiti dalla pelle e ripulire le branchie da altri pesci (Oliver et al., 2011). È uno squalo ovoviviparo ed è stata osservata la presenza di oofagia (Otake, 1981) come negli squali bianchi e addirittura la presenza di cannibalismo intrauterino (Liu et al., 1999) come negli squali toro. Nel Pacifico, sembrerebbero esserci inoltre due popolazioni geneticamente distinte (Cardenosa et al., 2014). Nelle Filippine, a Malapascua, è stato osservato direttamente il parto di una femmina di squalo volpe (Oliver & Kaszo, 2014), evento eccezionale dal momento che osservare uno squalo partorire è davvero rarissimo. Altri studi sono stati fatti nelle Filippine sulla parassitologia (Cadwallader et al., 2014), sui tassi di mortalità (Gokgoz et al., 2026) e movimenti orizzontali e verticali (Oliver et al., 2019, 2023) della specie. In Indonesia sono stati approfonditi invece i movimenti orizzontali (Shidqui et al., 2024) e in Mar Rosso i movimenti verticali (Arostegui et al., 2020) della specie, mentre studi sui tassi di crescita e aspetti riproduttivi sono presenti nell’Oceano Indiano (Drew et al., 2015) e nel Pacifico (Liu et al., 1999; Romero Caicedo et al., 2014), sulla dinamica di popolazione e sulla dieta sempre nel Pacifico (Tsai et al., 2010; Polo-Silva et al., 2019) e sugli aspetti ecotossicologici in Messico e nel Pacifico centro-orientale (Lara et al., 2020; Calle-Moran et al., 2020).
Nelle Filippine, dunque, a fronte degli studi ad oggi presenti a Malapascua, sarà possibile per i ricercatori del CSS approfondire i metodi e il protocollo di foto-identificazione degli squali volpe e i comportamenti esibiti nell’area.














